il paese dei campanelli

Giovedì, 15 Giugno, 2006

apre oggi una nuova rubrica su questo scherno di schermo.

il ChiAmbero Rosso.

(CHIssà quanto durerà, se ai facili entusiasmi seguono improvvisi avvilimenti).

per compensare i miei patetici slanci melodrammatici (“ma no chiaretta non dire così…”)

siccome non si srcIVE di solo sale e menchemmmeno di solo diritto

TATATATATATATATAAAAAAAAAAAAAAAAA

TAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA

TAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA

[rullo di tamburi (l'assonanza con il rullo di canna è frutto della vostra perversa immaginazione olfattiva)]

da oggi parlo pure di purè, cioè dei posti dove ho mangiato che mi piacciono di più.

Prima Puntata:

a questa prima puntata ho in mano un poker di assi e posso giocare senza bleffare:

il piatto sarà mio.

Ieri:

Il paese dei campanelli.

(dovrei scrivere dov’è? aspetta che vado su gugle. anzi no, andateci voi, che la mia pubblicità non è occulta ma sta almeno in penombra. magari dico la località: Loc. Petrognano Semifonte – Barberino Val D’Elsa (Firenze)
Toscana – Italia – Europa – Mondo – Sistema solare – Via lattea muuuuuu – Universo – In espansione – come un fisher. datemi un trapano e vi risolverò il mistero del big bang, oppure quello dell’innamoramento: crash bum bang).

dicevo: il paese dei campanelli.

che è esattamente come il nome:


e che si trova qui:

è assolutamente delizioso e poco affollato.

se poi l’estetica non vi sazia si mangia diciamo da 7 e tre quarti.

non è che posso ricordare tutto il menù.

mi ricordo bene le mie tagliatelle scampi asparagi e calamari (anche se lo so che gli asparagi fanno fare la doppia pì verde, basta mangiarne pochi)

e soprattutto il fritto di tutti i pesci del mondo colle patate tagliate a velo.

il vino non ve lo dico per non fare pubblicità palese a una (le)tizia.

bello e buono e bravo.

alla carta:

pancia piena ma il poker vince anche sul full.


CiBaCiao,

ARAIHC (versione gambero solitario).