Archivi giornalieri: giovedì, 9 marzo, 2006

trapani Marin(ett)ato collimone

se marinetti filippo tommaso

avesse avuto più tempo, sarebbe diventato comunista.

lo so.

c.

IL PORTO DI TRAPANI INVERNALE

Nordica miscela d’acqua anice cielo mare Trapani

Ingabbiato di gru metalliche galleggianti

E torbide scritture di pioggia grafomane in necrologie

L’innocenza di quel sale bianco nello schifazzo

Sotto la vela tesa e sporca di vita vissuta, va

Freddi astratti mulini delle saline

Tetti di tegole accovacciate sul sale virginale per difenderne la pura

Amarezza dal peccato dolcissimo

Su quali poeti morti ruotano gli alti gabbiani partoriti dal cielo tetro

sopra un mare di bile?

Lontanissime vele ferme sintesi d’ogni nostalgia titubante

Ma divampano le fasce rivoluzionarie rosse dei piroscafi in lutto

Rugginosi gabbiani di marinai curvi confessano la draga mastodontica

Che estrae dal ventre spaccato rotolanti intestini di rimorsi fangosi

Fuor dai bronzei abissi del porto

Cragliiiiing – gliiiing

Gloooong – gloooong

Tan- tan tling – tlung

Sulla strada del porto gli avvisi colorati impongono:

PREFERITE IL LIQUORE SAN GIULIANO

Domani sorseggerò la lunga sagoma pulita di Trapani bevuta dall’alto (800 m)

LA DUCALE PROFUMI DI LUSSO

DAVANT Parigi ventagli pelliccerie delle belle siciliane

Tra e braccia mani aperte del porto entra il postale nero piroscafetto

Giocattolo con la ciminiera nera fascista dell’unico azzurro superstite

E relativa stella bianca

Nel centro due canotti sproporzionati sospesi su tutti i naufragi

A poppa si sporge l’angolo retto del marinaio che tende il cordone

Ombelicale alla banchina madre

Le barche sbarcano viaggiatori ritti parapioggia liquidati acqua sopra sotto

Garibaldi di marmo sorveglia la simultaneità del porto

Le palme piangono e chiamano il sole la draga scava il passato

Cragliiiiing – gliiiing

Gloooong – gloooong

Tan- tan tling – tlung

Ma la draga accelerando arrotando i suoi rumori diventa subitamente un trapano

Trapano di Trapani

Trapano coloniale nell’africa vicina.

Filippo Tommaso Marinetti, 1928.