spunti e spuntini

saltando di palo in frasca oppure di paolo in francesca, galeotto fu uno che scappò di galera, lo riacciuffarono (e lui si impiccò, perchè non voleva restare in prigione vent’anni lontano da te).

ecco cosa è successo I:

il concerto dei baustelle, graziosi questi cani che abbaiano al cielo. ho già scritto dell’auditorium flog, ho già scritto dei miei centimetri di giudizio, ho già scritto che mi piacciono i ritardi che ti fanno fare cose nel frattempo. ad esempio inzuppare le patatine al formaggio nel cosmopolitan. io sono allergica al formaggio (chissà qualcuno volesse farmi venire uno scioc anafilattico,come quel film colla aspirina non mi ricordo)  nondimeno, un ritardo di due ore e cinquanta minuti primi è un po’ troppo, neanche i quin a wimbledon, oppure federer roger a wembley, neanche le mie amiche in ritardo, neanche io in ritardo, neanche riccardo che gioca a biliardo con un sorriso beffardo e gagliardo quando mangia un savoiardo. forse avevano gli orologi col fuso orario del triangolo delle bermuda. a sproposito, c’è un nesso tra il triangolo delle bermuda, il mistero di atlantide e quello di ustica (comandante un aereo che cade, esprimi un desiderio)? ad ogni moto (perpetuo), sono arrivati in ritardo di tutto quel tempo, senza scusa. se io cantassi arriverei con ventinove minuti di ritardo e basta. se mi sposassi arriverei con tredici minuti di ritardo, giusto per, ma non troppo. e quindi, concerto di mezzanotte. lei ha una voce che mi piace, lui un po’ meno. le canzoni ci piacciono, si sa, sennò non saremmo stati. soprattutto “Mi telefona promette che mi rapirà mi porterà al cinema è la mia droga non mi può far male”. E pppoi ovviamente “Emotivamente instabile, viziata ed insensibile”. mi fa pensare: come eravamo a quindici anni? come adesso, solo che non lo sapevamo. non mi ricordo del bassista, si vede che era troppo alto per me. (che comunque non sono affatto bassa, per essere una donna).

le guerre, comunque, non finiscono mai, come le storie d’amore e come gli esami, a differenza della nutella e degli orgasmi (fate un po’ voi). cambiano i modi e cambiano i fini (cfr. Cicciccippi: La guerra è fredda – la guerra è limitata – la guerra è endemica – la guerra è ciclica – la pace è calda – la pace è contrattata – la pace è labile – la pace è ciclica; oppure effeggi: la guerra è bella anche se fa male). e questo funge (piove. tra funghi: sei un ombrello o fungi da obrello? FUNGO), funge da leit motive per ecco cosa è successo II:

il coltello nella piaga:il caimano. catalizzata come una marmitta che può ancora circolare dal film nel film la mia E-reazione numero uno è stata per la storia del lego. ognuno ha i suoi turbamenti e i suoi traumi. il mio riguarda le famiglie che franano. e i piedini che camminano sul chilometri di lego, cercando il pezzettino (dodici, piatto e giallo) che ci illuda che tutto possa essere ricostruito, quei piedini e quel lego sono più forti del battito di ali della farfalla, che fa crollare una montagna e mi tiene sveglia tutta la notte. e così è. il nostro corpo, poi, è fatto al novanta per cento (90*100=9000. novemila cosa???) di acqua. il che spiega perchè possiamo piangere così tanto prima che qualcuno riesca a chiudere il rubinetto. e a evitare la mia totale disidatrazione. però questo è un problema mio. invece la rivoluzione è un problema che riguarda tutti. e per questo, nonostante la valanga di “com’è il caimano?” “INSOMMA”, a me è davvero piaciuto. proprio. il soggetto si presta a un facile umorismo pirandelliano, quello trisitemente comico che ti fa ridere se uno scivola su una buccia di banana. il Enne Emme però rende quel soggetto. non troppo nè poco. e poi Enne Emme che canta in macchina è sempre Enne Emme che canta in macchina. Ed è sempre il tempo di fare commedie. Ed Enne Emme che fa il cattivo? e la rivoluzione reazionaria? (tra povera patria di f.b., e viva l’italia di f.d.g.). see you later alligator….. in a while crocodile (speriamo di no).

ma nel frattempo il leit motive (latte e motivo) mi porta al ecco cosa è successo III:

V per Vendetta. che certo è un po’ fumettone. ma mette proprio aria di rivoluzione. a volte le cose si sbloccano solo con uno sturm und drang, perchè ci vuole V come Va****lo, oppure V come Vuoi fare qualcosa cosa quella cosa proprio quella è tempo e non poniamo più tempo in mezzo. e il mio flusso di incoscienza si attacca a due cose:

un pezzo di film: “Una rivoluzione senza un ballo è una rivoluzione che non vale la pena di fare”.

e poi, GIA’ CHE ci siamo, GIACCHE non ne abbiamo più perchè è primavera:

un pezzo di questa canzone degli Skitikis: “Anarchico è chi decide di amare davvero”.

degli skifitikis mi piace un sacco anche il rifacimento di  l’importante è finire, che mi riprende Mina e una mina mi riprende le guerre e le guerre mi riprendono  la rivoluzione.il cerchio si chiude o riparte, ma l’importante è pro temporaneamente, interrompere il flusso di parole a vanvera o a fanfara.

c.

 

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