Canova che abbaia non soffre.

Lamento della Ninfa

Amor
(dicea)
Amor
(il ciel mirando, il piè fermò)
Amor, amor,
dov’è la fe’
ch’el traditor giurò?
(miserella)
Fa’ che ritorni il mio
amor com’ei pur fu,
tu m’ancidi ch’io
non mi tormenti più;
(Miserella ah più, no,
tanto gel soffrir non può)
Non vo’ ch’ei più sospiri
se non lontan da me.
No no, che i suoi martiri
più non dirammi, affé!
(Ah miserella. Ah più no no)
Perché di lui mi struggo?
Tutt’orgoglioso sta;
che sì, che sì, s’il fuggo
ancor mi pregherà.
(Miserella, ah, più non
tanto gel soffrir non può)
Se ciglio ha più sereno
colei che il mio non è,
già non rinchiude in seno
Amor sì bella fe’.
(Miserella, ah, più non
tanto gel soffrir non può)
Nè mai sì dolci baci
da quella bocca havrai
nè più soavi… ah taci,
taci, che troppo il sai!
(Miserella!)
Sì, tra sdegnosi pianti,
spargea le voci al ciel:
così ne’ cori amanti
mesce Amor fiamma e gel.

Claudio Monteverdi, Madrigali, VIII, 1638
(Testo di O.Rinuccini)

One thought on “Canova che abbaia non soffre.

  1. pochecose ha detto:

    sono nove i libri di madrigali di monteverdi.
    e a rinuccini preferisco peri.

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