Archivio mensile:dicembre 2006

angolo promozionale: buone feste

a tutti,
regalo una stella SALENTE.
per la realizzazione dei desideri possibili,
i desideri che si costruiscono con lo stomaco, i pensieri e i polpastrelli.
(niente lotterie, nessun gionni dipp e nicoletta kidman, niente gambe più lunghe, niente re del mondo, per intenderci).

la mia stella SALENTE,
si alimenta di gratidudine e meraviglia, per tutte le cose fortunate che.
ha una marmitta che espelle le false necessità e le insoddisfazioni apparenti.

la mia stella SALENTE.
decolla dal basso, decolla dal cuore, e arriva finchè c’è spazio per.

Auguri,
davvero.
C.

happy me…

per essere me,
bastava nascere UN oggi alle ore 16.40 a erice?

astra inclinant sed non necessitant.

comunquo
tanti auguri a me,
me.

chiàrrocca

sono le ore xxx e dintorni e ho paura di andare a letto.

l’antefatto 1 è che il mercoledì sera frequento un corso di scacchi
sarebbe un corso principiantesco, ma presuppone una conoscenza approfondita di tutte le regole
(ad esempio che se incontro un pedone per la strada lo investo en passant)
per cui soggettivamente lo trovo un corso principesco.

l’antefatto 1 e mezzo è che adoro capablanca, se non altro perchè non è un giocatore dell’est
(tipo quei paesi che esistono solo su risiko, come l’arzjbxkyvztsan)
non che non mi piaccia la rossitudine del sol levante, ma cuba è cuba.

l’antefatto 1 e tre quarti è che sto leggendo La variante di Lüneburg, di Maurensig Paolo, con grande cognizione di causa.
(è il momento scacchi, aspettatevi grandi metafore, babies).

l’antefatto 2 è che ieri notte ho sognato di essere la protagonista di un libro
(o un film, non ricordo, del resto stavo dormendo)
intitolato “la guerra degli scacchi”.
a un certo punto ero nuda e sporca di sangue in mezzo ad alfieri armati di armi non bianche.
sognavo di essere in un libro (o in un film, non ricordo, del resto stavo dormendo)
e che quindi era per finta.
ma, e qui casca l’asino (o il cavallo, o comunque io)
il profumo del sangue e della paura erano abbastanza realistici
(avrei dovuto fare la scrittrice, o la regista?)
quando mi sono svegliata.

adesso sono qui,
sono le ore xxx e dintorni più un poco,
e ho paura di andare a letto.

ho assunto due cosmopolitan, ma temo siano a tempo determinato
e insufficienti a farmi sognare un mondo di Manolo Blahnik.

sono le ore xxx e dintorni più un poco, e un altro poco,
e ho troppa paura che la notte porti scompiglio.

post musicale un pò-litico un pò-stitico.

il mondo è troppo tondo per trovare la sinistra?

o la palla è troppo tonda per mantenere la sinistra?

il movimento

dalla locomotiva di guccini francesco

alla canzone popolare di fossati ivano

è una metafora del democratico passaggio

dal rosso al rosa?

ognuno ha i suoi post, ed è subito sera

ognuno ha i suoi post-ers, ed è subito sera

la sentenza è sempre ardua, per questo la lasciamo ai post-eri.

speriamo che la notte aspetti un pò-st.

ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi

Mi aggiusto,
ne ho viste cose che voi UomiNami non potete immaginare, neanche dall’alto dei vostri BastOni di Orione.
Non è che non ho mai visto l’amicizia tra uomini, e la canzone di Leali Fausto in realtà è un inno all’affetto di Patroclo per A-chi-lle.
Non è che non ho mai avuto amici uomini, almeno subito prima o subito dopo che si innamorassero di me (o io di loro – questo mi tocca scriverlo per non passare da).
Anzi, mediamente gli uomini li trovo più simpatici e anche intelligenti e anche attivi.
Mediamente.
L’eccezione al singolare è femminile.
E l’amicizia finisce per A.
(l’amore per E, infatti nessuno capisce mai niente).
Comunque, io sono intellettualmente deduttiva ed emotivamente induttiva.
Per questo ho visto cose, con le mie amiche, con la mia Amica.

E non sono solo le storie.
Le storie di complicità, le storie da ridere fino a piangere, e le storie da piangere fino a piangere,
finchè le lacrime finiscono e il rimmel è scivolato.
Sono le piccole cose che neanche Gozzano poteva capire.

Le piccole cose dello scorso uicchend, ad esempio.
Terrorizzarsi per entrare in autostrada.
Cantare in macchina.
Camminare fumare e chiacchierare alla fine della festa, dondolarsi sull’altalena e fumare e chiacchierare dopo avere camminato, e bere camomilla e chiacchierare dopo avere dondolato, e struccarsi fare pipì lavarsi i denti e chiacchierare dopo avere calmomillato, e andare a letto e chiacchierare ancora un pò dopo avere chiacchierato.
Chiudersi nel camerino di Pucci Emilio con due magliette uguali e provarle della 38, della 40, della 42, della 44, schizofrenia da tette, restare chiuse per mezz’ora.
Compare due magliette uguali.
Convincersi che non è possibile anche comprare due borse.
Cercare le ballerine rosse.
Cercare le ballerine rosse.
Cercare le ballerine rosse.
Mangiare la macedonia con lo yogurt al bar per entrare meglio nelle magliette nuove, e poi rubare il cestino del pane per fare scarpetta.
Andare in bagno sapendo che ogni uomo pensa: ma perchè ci stanno andando insieme?
(E la risposta sta soffiando nel vento).
Continuare ad avere un piano a, e un piano b, e un piano c, e un piano d, e un piano e.
Continuare a fare piani pensando che si realizzeranno di sicuro.
Pensare al tempo che passa.
Fregarsene del tempo che passa.
(non lo vedo il tempo, sarà passato).
Convincersi davvero che ci sposeremo contemporaneamente, faremo due bambine contemporaneamente, che saranno migliori amiche
(se uno sarà maschio, vorrà dire che si fidanzeranno).
Continuare a darsi ragione, come due cretine.
Darsi anche un pò di torto, ma un torto ragionevole, come due cretine.

Ci sono i bastoni di Orione
e ci sono le porte di Tannhäuser.
A noi ci piace fare le porte.

A noi ci piace anche cadere per terra,
romperci,
fare i cocci,
pagarci,
rimanere nostre,
e rincollarci col miele.