Archivio mensile:novembre 2020

disagiometro

il disagiometro

sale di livello.

mi sembrava di averlo già pensato tipo a marzo.

il livello del disagio è direttamente proporzionale alla quantità di messaggi pervenuti da gente che era caduta nel dimenticatoio e, senza rancore, ci stava pure bene dimenticata.

tipo l’amico dell’amico conosciuto a una festa all’università che gli ho dato il numero perché era amico dell’amico e pareva brutto, ma non siamo mai usciti dico mai, neanche per un caffè, per un tè, per un bicchiere d’acqua, no grazie sto bene così.

e quello si tiene il numero per vent’anni,

che per capire chi era quando mi ha scritto ho impiegato tre ore e mezzo e non mi ricordo neppure bene la faccia, che ha pure la foto profilo tenebrosa forse è batman.

o quello incontrato per caso sull’aereo all’andata e poi anche al ritorno,

carino che se ne è accorto e pure mi ha sceso transitivamente il bagaglio a mano dalla cappelliera stando molto attento a non fare cadere gli oggetti sfusi per carità.

che coincidenza pazzesca dobbiamo assolutamente vederci, invece sliding doors va così che non ci siamo mai più visti e sinceramente neanche scritti mai neanche per gli auguri di compleanno e infatti non mi ricordo neppure di che segno sei, che è gravissimo praticamente non so come ti chiami.

oppure quello che devo ammettere ci siamo baciati mille anni fa ed era stato pure un bel bacio e così era un bacio che poteva affacciarsi su un universo di mille possibilità, invece lui ha fatto una cattiveria troppo presto, neanche il tempo di restarci male e piangere un po’, o magari la cattiveria la ho fatta io, ma comunque è evaporato assieme a cose di cui non sentiamo la mancanza tipo le spalline, lo smalto col righino bianco, i levi’s 501 che alle femmine stanno male bisogna ricordarselo e il profumo al muschio bianco.

e tutti questi personaggi ex nihilo dove pensano di fittare, con buona pace di Lucrezio?

bo. loro si palesano,

giustamente adducendo pure una motivazione.

perché in effetti se spunti dall’oltretomba qualcosa dovrai dire (anche semplicemente raccontarci come sta Euridice).

e così dal dimenticatoio si domandano come stai Chiara,

in questo periodo così incredibile,

spero tutto bene (e a me parte lo scongiuro),

ma soprattutto spero di vederti presto.

presto? ma presto quando?

presto prima che sia troppo tardi?

oppure presto quando tutto sarà finito in una onda di ottimismo che però, purtroppamente, non é contagiosa?

oppure si palesano perché hanno pensato pensato pensato pensato pensato e cosa hanno pensato, hanno pensato che persona meravigliosa che eri tanti anni fa e anche adesso sicuramente sarai meravigliosa e che grande spreco ma perché non ci rivediamo.

in effetti potremmo scaldarci questa deliziosa minestrina MA,

questo purtroppo non è il numero di Chiara.

capita spesso che chiamino per sbaglio cercando Chiara ma questo è il numero di Giulia.

Chiara è una stronza e ti ha dato il numero sbagliato.

però non desistere tu, tu che stai in preda a uno spasmo romantico da ansia pandemica.

persisti.

magari ha cambiato solo l’ultimo numero. prova a sostituire lo zero finale con gli altri 9 numeri dell’alfabeto.