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la posta del Cuore (3)


cara chiara,
ho un dubbio amletico, che mi tiene sveglia di giorno, così la notte posso dormire.
è meglio essere stronza e avere un uomo troppo buono, o essere troppo buona e avere un uomo stronzo?
la cosa mi interessa, ma non troppo.
le mie indecisioni mi consentono di vivere con serenità.
ma forse è tempo che qualcuno mi dica ciò che è giusto.
quel qualcuno sei tu.
le tue nuove ballerine verde salvia sono meravigliose.
grazie,
F.

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Cara Effe,
dai tuoi toni ho ragione di ritenere che tu ti chiami Foglia, e stai come d’autunno sull’albero.
ma io ho sempre ragione di ritenere che ho sempre ragione, e ti offro un puntuale responso.
Vedo che la cacofonia dell’incipit non abbandona i miei assidui lettori.
A questo punto perchè non osate un “Cara Chiara ChiarAracnide ChiArnosa”? Lo apprezzerei come una tegola sulla testa mentre piove e tira vento.
Chiusa la parentesi che non avevo aperto.

Vedo che ti sei scontrata con la dura legge del cuore.
Dura lex sed lex, dicevano gli antichi greci.
Ma fatta la legge trovato l’inganno, dicevano gli antichi aborigeni dell’australia dell’ovest.
(hai mai visto un tramonto sul mare dell’australia dell’ovest? io no. anche perchè faccio confusione tra sollevante, gobba a ponente e luna crescente. ma questo è un altro paio di maniche. sei mai stata nel tunnel sotto la manica? io no).

La dura legge del cuore è che la coppia vive una fase iniziale di fisiologico equilibrio.
tale equilibrio è fatto di due ruoli squilibrati. che essendo esattamente opposti, si equilibrano (e si attraggono anche).
Uno fa lo stronzo, Una fa la buona. O versa vice.
(in questo spazio qualcuno potrà scrivere che è una banalità che scrivo perchè ho vissuto delle profonde delusioni d’amore).
(in questo spazio replico: non è una banalità, ma è frutto dell’attenta osservazione empirica dal basso del mio empireo state building.
non ho vissuto delle profonde delusioni d’amore, io: altrimenti non sarei qui a dispensare perle di saggezza e non sarei così farfallamente felice).

il punto è: controllare il naturale equilibrio che nasce dallo squilibrio degli opposti
per
sostituirlo q.p. (=quanto prima) con un fisiologico sempiterno equilibrio che nasce dall’equilibrio dei diversi.
come realizzare questo passaggio senza ombre e senza (troppi) dolori?

ipotesi a) ti innamori di uno stronzo.
è questa l’ipotesi più difficile da gestire, in apparenza.
devi accettare il ruolo di buona.
per un periodo di tempo determinato, molto determinato.
appena prossima alla saturazione, prima che la tua autostima sia irreversibilmente danneggiata,
ma quando lo stronzo ha avuto modo di apprezzare (sia pure senza consapevolezza) le tue quality street (come le caramelle),
entra in una specie di silenzio stampa.
cioè tiratela.
per un periodo di tempo determinato, molto determinato.
subito prima che lui arrivi alla soglia della saturazione, prima che la sua autostima sia irreversibilmente danneggiata, ma quando tu sei pienamente consapevole delle sue quality street (come le caramelle),
torna dolce.
a questo punto, ognuno ha avuto modo di conoscere both sides of story, come direbbe filippo collina, e siete pronti per ripartire felici e fondenti.

ipotesi b) sei una stronza e un buono si innamora di te.
questa è la vera ipotesi difficile da gestire, contro l’apparenza.
perchè se lui non ha letto la posta del cuore e non è in grado di attuare il piano a),
il rapporto si logora nel suo squilibrio perchè tu perdi ogni stima nello zerbino o perchè lo zerbino si satura e ti manda legittimamente nel paese di puzzolandia.
e tu non ci puoi fare niente.

esistono forse ipotesi mediamente equilibrate,
del buono che si innamora della buona e vivono per tutta la vita annoiati e contenti,
o dello stronzo che si innamora della stronza e vivono per tutta la vita innamorati e gastritici.
si tratta però di ipotesi senza dialettica e senza sintesi di cui il mio animo votato alla contraddizione non può che disinteressarsi.

la combinazione del piano a con il piano b, per quanto mi riguarda…..
… per quanto mi riguarda sono un pò fatti nostri.
la fortuna aiuta gli (archi) audaci.

§
quanto alle ballerine:
devo riconoscere che sono davvero meravigliose.
quando le ho comprate dal mio scarparo preferito, magli bruno,
la mia signorina in blu preferita ha insistito per darmi un certificato sull’animale dal quale esse medesime provenivano.
questo mi ha gettato nello sconforto animalista più totale.
ma ormai che avevo pagato, e che sono così belle, cosa avrei potuto fare?
di certo non credo che nessuno mi chieda di esibire il suddetto pis of peipar.

§
con affetto reciproco (quello che ti do me lo riprendo)
chiara.

La posta del Cuore (2)

Cara Chiara,

ho una storia non semplice, come il non libro di sciascia leonardo.

(…………………………)

[tra quelle parentesi tonde sta una storia complessa inzuppata di intrecci incestuosi poligamici bipolari e coalizioni pronte a tutto tranne che alla serenità, immaggggginassela il lettore come più gli piace. io devo tutelare la praivasi dei miei clienti].

{tra quelle parentesi quadre sta la spiegazione alla parentesi tonda. non ci sono altre parentesi. chi controlla i controllori e chi si intromette in un’intromissione?}

Che faccio?

Ti seguo come un setter,

gemellina 80.

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Cara gemellina 80,

ho già detto che cara chiara non va bene perchè è cacofonico. evidentemente sei un setter raffreddato e non mi segui poi così bene. puoi optare per “divina chiara”, o per cara qualcosaltro (come cara giulia, cara alice, cara emma, tanto lo sai che ho gli sdoppiamenti di personalità con principio di schizzzofrenia)

ho già detto anche che preferibilmente uno deve dotarsi di soprannomi graziosi forieri di immagini sensuali e di profumi muschiati. fa un pò tu.

ad ogni modo, nella mia infinita bontà, ho la soluzione.

MENTI

trasformati in un after eight, se necessario, o in un dentifricio, o in una granita.

ricordati quello che hai detto e nega pure l’evidenza.

anzi, costruisciti un mondo parallelo nel quale tutto fila e si confonde come un formaggio allegro con brie, secondo i tuoi desiderata.

del resto la bugia come alternativa interpretazione della realtà si chiama come la bugia che regge la candela, la quale a sua volta illumina la realtà stessa medesima itself.
il che ci conferma quanto è breve il sentiero che dal finto in amor conduce al vero (lo diceva alfieri, forse. infatti l’alfiere va in diagonale).

e poi, essendo tu gemella, hai una naturale propensione alle bugie.

pensa a twain mark (quello del tè twAining?): una delle principali differenze tra un gatto e una bugia è che un gatto ha soltanto nove vite (da: Wilson lo Zuccone).


E, soprattutto, ricorda il grande ChiAforisma:

Le bugie,

si possono usare.

L’importante è che ci sia una persona una, alla quale dici la verità sulla cosa.


Con affetto reciproco (cioè che il bene che ti voglio me lo riprendo)

Giulia.

La posta del Cuore

Cara Chiara,

sono un disastro con gli uomini.

Da una settimana sto uscendo con un tipo nuovo, mi piace da morire,

ma ho paura di sbagliare tutto, di nuovo.

Ad esempio,

quanti messaggi si possono mandare al giorno?

Disperata e innamorata,

Topolina ’81.

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Cara Topolina Ottantuno,

ti suggerirei innanzitutto di cambiare pisseudonimo: dopo i 14 anni non fa più pensare a Minnie, infatti. Ti pregherei inoltre di evitare il Cara Chiara, che è assai cacofonico. Ciò premesso, possiamo ricominciare dacccccapo. Ti chiamerò col tuo vero nome che non conosco perché sei anonima a statuto speciale, ergo userò il tuo vero nome secondo me.

Cara Eleonora,

Hai davvero un bel nome. Non a caso, la mia sedia a dondolo, che ho dipinto di arancione (perché all’epoca l’arancione era il mio colore preferito, e, peraltro, lo è tuttavia) si chiama Eleonora, ed è uno dei rarissimi casi in cui una cosa mia non ha un nome in rima Baciata (del resto, gli unici nomi a fare rima con dondolo sarebbero stati i sette nani). Ma entriamo nel vivo del problema come corpo morto cade.

L’altra sera ho visto “A casa con i suoi” (l’ho visto solo perché c’è la ex Carrie. E comunque, dal momento che il mio film preferito è “LA RAGAZZA SUL PONTE”, posso anche vedere una stupida commedia, o no?). Tra me e me (o tra me e il mio vicino di poltrona destro) pensavo che due cose sono state la rovina dell’uomo medio tra i 25 e i 35 anni: il Non Militare (dal momento che la guerra fa male e non ci piacerebbe mai, è ovvio, da questo momento posso anche dire, invece, che un po’ di disciplina e fatica fa l’uomo Uomo), e i film di Vudi Allllen, con quella indulgente, insopportabile tendenza alla autocommiserazione.

Ma non disperare.

NON CI SONO UOMINI IMPOSSIBILI, SOLO ADDOMESTICAMENTI LUNGHI (devo ricordarmi di fare un brindisi con questa frase colle mie amiche quanto prima).

E siccome ho quasi sempre preso quello che volevo, ho l’autorevolezza sufficiente ad introdurti nella FENOMENOLOGIA Del Breve Messaggio Di Testo.

a) Quanti messaggI si possono mandare al giorno??? QuantI??? MessaggI??? Nella prima settimana??? Eleonora cara, i ruoli sono ruoli e se lo vuoi cuocere bene bene il plurale è assolutamente incostituzionale. Possiamo adattare la kunderiana regola del tre al mondo messaggio. Il primo mese si può mandare un solo messaggio al giorno, preferibilmente non di propria iniziativa. Fanno eccezione i messaggi meramente organizzativi, ovvero quelli prodromici alle uscite. Ma, GENTILMENTE, evita di mandare messaggi che richiedono una risposta quando una risposta non è necessaria. Ad esempio: lui: “ti passo a prendere alle cinque”; lei: “ok. Allora ci vediamo più tardi?”. Fanno eccezione gli scambi lunghi ove siano particolarmente intelligenti e ti consentano comunque di fare la preziosa. Il secondo mese si applica la stessa regola. Il terzo mese c’è un po’ più di libertà, ma eviterei di essere troppo appiccicosa. Il programma “sono dolce, ho bisogno di te” di cui prima o poi parleremo, scatta più in là. In ogni caso, non supererei mai i due tre messaggi al giorno, almeno fino al settimo mese, salvo eccezioni da valutare caso per caso, caso al quadrato.

b) Stile. Eviterei tutte le storpiature, del tipo Qndo, Cme, Xkè, Nn, et similia. A fronte di un risparmio miserrimo (un carattere o due al massimo), il rischio “vivo border line dalla grammatica, dalla sintassi, e preferisco l’orticoltura all’ortografia” è altissimo. Non possiamo tollerarlo.

c) Orari & Tempi. Questo è un profilo quasi sempre trascurato, eppure di risolutiva importanza. Le parole che sentiamo sono diverse a seconda dell’altezza del sole e della mole di pensieri che ingombra la nostra mente (mi sento un po’ Natalia Aspesi). E quindi si preferisce non inviare messaggi nel momento in cui il ricevente potrebbe essere superimpegnato (a meno che non sia un impegno emotivamente difficile, in questo caso il messaggio può assicurarti un utilissimo bonus diecipunti). Tipo alle 9.45 di mattina. O in momenti di stallo mentale, ad esempio alle 2.37. La fascia oraria ottimale va dalle 17.56 alle 19.27. Quando i doveri stanno finendo, e la giornata volge alla fine, il tramonto si avvicina e monta (…) la voglia di dolcezza. Non più tardi delle 7.30 perché poi scatta l’impegno aperitivo cena ecc. ecc. (salute). Appena il gradiente di confidenza aumenta, c’è la possibilità di inviare messaggi in notturna: dalle 23.30 alle 4.00. Questi messaggi hanno il vantaggio di essere letti con alcool o sonno in corpo, e quindi di sembrare sicuramente più sensuali o teneri. E di fantasticare su “COSASTARÀFACENDOAQUESTAORA?”.

Ah, dimenticavo. Non è necessario rispondere immediatamente, quando ti arriva un messaggio. Il galateo prescrive di attendere tra i ventritre ed i trentadue minuti. Un po’ di suspance, insomma. Sempre con misura, senza tirartela troppo. E ovviamente purché non si richiedano informazioni urgenti: ad esempio se quel poverino è in farmacia e ti ha chiesto come si chiama un antibiotico, o se vuole sapere a che ora passare a prenderti ecc. ecc. (salute. Questi pollini).

Per un primo approccio ritengo possa bastare.

Adesso, Ti prego, non copincollarmi qualcosa alla Ferradini Marco del tipo “non esistono leggi in amore”, basta essere quello che si è. NON C’ENTRA LA TATTICA, SOLO CONOSCERE I (PROPRI) POLLI E NON FARE LA GALLINA.

ChiàCChiriChì

(Paloma).

Postilla:

Tutto questo vale solo per la fase ti accalappio facendoti credere che sia tu ad accalappiarmi.

Appena scatta xxxxx non ci sono limiti alla indecenza emotiva, puntini puntini.

c.